marzo, 2013 Archives

29
Mar

Le Scuole dei Misteri

Che cos’è una Scuola di Misteri?

La scienza della vita in tutte le sue fasi fu insegnata in forma accessibile agli spiriti più evoluti di ogni epoca, ma il lavoro essenziale veniva compiuto mediante lo studio della Teurgia, intesa come  opera di agenti divini o soprannaturali negli affari umani, agenti che, con mezzi spirituali, lavoravano e producevano effetti tangibili. Lo studio delle leggi che governano il soprannaturale rendeva infatti possibile la comprensione delle leggi del mondo fisico.

Queste Scuole ebbero origine nell’antica Atlantide, quando il cervello umano cominciava a svilupparsi. Via via che l’umanità progrediva, venne istruito un nucleo di persone più avanzate in conoscenze, con l’intento di approfondire e aiutare  i meno evoluti. È evidente che ciò che è attualmente occulto, domani  sarà svelato; allo stesso modo, molte cose che oggi sono per noi evidenti, una volta erano note solo ad alcuni privilegiati, resi tali non da scelte arbitrarie, ma dalla propizia circostanza di essere degni discepoli di maestri iniziati.

Per illustrare l’operato di queste Scuole,  si propone ad esempio il caso dell’astrologia che, specie in Egitto e in Cina, fu oggetto di approfonditi studi, articolati in base ad una vasta casistica di circostanze desunte da innumerevoli e ripetute osservazioni. Tali fatti furono progressivamente elaborati e resi coerenti nell’ambito di complessi sistemi che riuscirono a fissare non solo i movimenti di stelle e pianeti, ma anche il loro significato astrologico in quanto, a quell’epoca, l’astronomia era solo una parte della più estesa scienza  astrologica. Alla fine, tutto fu raccolto in scritti affidati ai secoli futuri e gli studenti ebbero la missione di diffondere questi insegnamenti.

Si procedette nel medesimo modo per altre materie parimenti necessarie al progresso umano.

Si tenga inoltre conto, al riguardo, che tali scuole non erano aperte a tutti. Nell’antica Grecia, la medicina non veniva insegnata pubblicamente, ma solo a coloro che erano reputati degni di essere consacrati a tale scienza. Sorano di Efeso, nella sua Vita di Ippocrate, scrive: “Ippocrate insegnava la sua arte a coloro che erano qualificati per apprenderla, facendo loro prestar giuramento […] Infatti, le cose sacre si rivelano agli uomini consacrati: i profani non possono occuparsene, prima di essere stati iniziati ai sacri riti di questa scienza”. [1] Per noi moderni, abituati da secoli a concepire la medicina come una scienza razionale esclusivamente protesa alla guarigione del corpo, tale approccio appare certo incomprensibile; ma gli antichi, più saggi di noi, sapevano che alla malattia del corpo corrispondeva una sofferenza spirituale, essendo ad essi chiaro che l’uomo è un’entità unitaria costituita da soma, psyché e nous, ossia da corpo, anima e mente/spirito e che le relative dimensioni sono interconnesse.

La stessa cosa accadeva con l’insegnamento della filosofia la quale, mediante l’esercizio del pensiero logico-discorsivo, permetteva l’accesso e la scoperta di quelle verità intuitive che avevano carattere sacro e misterico, come chiaramente dimostrano le esistenze, le ispirazioni e le opere di grandi maestri quali Eraclito, Empedocle, Pitagora, Socrate e Platone.

Persino i Misteri di Eleusi, i cui riti e credenze venivano tenuti segreti, erano – come narra Giorgio Colli – una festa della conoscenza, ma anche una realtà iniziatica per l’antica Grecia e per il mondo romano. Le origini di tali Misteri sono narrate nell’Inno omerico a Demetra, secondo il quale, dopo il rapimento della figlia Persefone da parte di Plutone, la dea Demetra si allontanò dalla residenza degli Dèi e, assunte le sembianze di una vecchia, si recò ad Eleusi, ove sostò presso il Pozzo delle Vergini, con chiara allusione ad un preliminare rito di purificazione. Qui la trovarono le figlie del re Celeo, che la condussero a corte, laddove rimase per lungo tempo in silenzio, con esplicito riferimento all’esigenza di perseguire la segretezza iniziatica. Accettò infine di prendersi cura del piccolo Demofonte, ultimo figlio della regina Metanira. Narra l’Inno che la Dea non allattava il principe, ma usava frizionargli  il corpo con l’ambrosia, la bevanda degli Dèi e, di notte, lo teneva tra le braci ancora ardenti del focolare, come tizzone tra i tizzoni, per purificarlo e renderlo immortale, secondo sconosciuti rituali iniziatici che Demetra aveva deciso di celebrare. Ben presto i lineamenti del bimbo acquisirono una gradevolezza e una luminosità che, di giorno in giorno, diventarono sempre più intense: era iniziato, per Demofonte, un meraviglioso processo di metamorfosi, che avrebbe trasformato il piccolo principe in un dio. La regina Metanira, compiaciuta ma anche preoccupata, ebbe però a rammaricarsi per il singolare trattamento riservato al figlio, provocando la stizzita reazione della dea: “Umanità ignorante e sciocca, che non sa distinguere tra la buona e la malasorte!”. Il processo di trasfigurazione del principe venne definitivamente interrotto.

Riottenuta finalmente Persefone e prima di ritornare alla sua sovrumana dimensione, Demetra fece di nuovo rifiorire la terra, ricolmandola di fiori e frutti; poi, con divina generosità, comunicò taluni riti e misteri ad alcuni uomini particolarmente meritevoli. Nacquero in tal modo i Misteri di Eleusi che, come lascia intendere l’inno, racchiudevano due tipi di doni, ovvero due livelli di iniziazione, riguardanti rispettivamente la sfera spirituale e l’esistenza naturale.

Il primo dono iniziatico, connesso alla brusca interruzione del processo evolutivo di Demofonte, era quello di natura metafisica, destinato alla perfezione dell’anima. A causa dell’arroganza e dell’ignoranza umana, tale favore non sarebbe stato più elargito gratuitamente, ma autonomamente conseguito solo da uomini degni e meritevoli attraverso il rito e l’iniziazione misterica, nell’ambito di un percorso realizzativo ispirato alla virtù e al progresso spirituale. Tale iniziazione, secondo Proclo (Commento al Cratilo, 168), non poteva che trarre origine da Demetra, intesa come forza divina della Natura che conduce sempre e felicemente a compimento ogni sua iniziativa e manifestazione.

Il secondo dono racchiuso nei Misteri ce lo riferisce sant’Agostino (La città di Dio, III, 20) che, citando Varrone, ricorda come gli insegnamenti più concreti e operativi del mondo agricolo – quelli riguardanti la coltivazione della terra, la scoperta e la valorizzazione dei cereali, le fasi lunari e solari, i ritmi stagionali, le potature e le semine – costituissero parte integrante di quei Misteri rivelati ad Eleusi, a loro volta connessi con le forze cosmiche, le dimensioni soprannaturali e la vita universale.

La trasmissione di questi insegnamenti costituì dunque il compito primario della scuola iniziatica di Eleusi che, sorta all’ombra dell’omonimo santuario, svolse tale incarico per almeno un millennio, fino al 381 d.C., allorché i suoi ultimi membri vennero perseguitati e dispersi dall’imperatore cristiano Teodosio.

Ma prima e dopo Eleusi, in Grecia e in Occidente, anche altre scuole insegnarono scienza, arte e religione come unica disciplina, indirizzata a evolvere l’anima e lo spirito umano: si pensi, al riguardo, ai Pitagorici nell’Italia meridionale, ai Serapi in Egitto, ai seguaci di Mithra, che giunsero dalla Persia a Roma. Lo stesso Cristianesimo fu rivelato come un Mistero durante i primi tre secoli della nostra Era. Nel Medioevo e in età moderna si sono poi succedute altre scuole, come quelle legate al mistero del Graal, alla tradizione alchemica, al templarismo, al kabalismo, ai Fedeli d’Amore, al Rosacrocianesimo, alla Massoneria, alla Teosofia.

Le Scuole hanno sempre avuto un livello di elevatissima qualità. I candidati dovevano in primo luogo essere degli ardenti ricercatori della verità e avere reputazione incontaminata e carattere  risoluto e tenace. Gli istruttori sapevano che, senza tali prerogative,  l’allievo non avrebbe potuto assimilare correttamente le conoscenze che gli venivano presentate, né farne buon uso. Gli studenti erano, di conseguenza, sottoposti a severe prove, per conoscere la loro adattabilità e decidere il loro grado di avanzamento.

Furono stabilite regole per ogni materia ed argomento; i discepoli particolarmente dotati trascrivevano, almeno parzialmente, gli insegnamenti ricevuti, per trasmetterli in eredità ai secoli successivi.

Nel tempo, i sistemi di insegnamento vennero modificati e diversificati, in relazione ai differenti livelli di civilizzazione conseguiti dall’umanità. Quel che invece restava stabilmente valido, nelle scuole più antiche, era il metodo seguito per accedere ai piani superiori dell’essere, teso a provocare nel discepolo uno stato di estasi o di ipnosi. Con la venuta del Cristo e la sua crocifissione, la via dell’iniziazione è stata aperta a tutti e, pertanto, non è stato più necessario conseguire lo stato di trance indotto, che è stato sostituito dal nuovo metodo della chiaroveggenza volontaria, mediante l’uso individuale e diretto delle facoltà intuitive e razionali.

Attualmente esistono sette scuole di Misteri Minori, spesso chiamati Misteri Lunari, e cinque scuole di Misteri Maggiori, chiamati anche Misteri Solari. In tutto, dodici scuole di Misteri, raggruppate sotto un grande Capo, chiamato il Liberatore. Ogni Scuola di Misteri comprende dodici Fratelli ai quali si aggiunge un tredicesimo che è alla loro testa. Quest’ultimo è invisibile e lavora solo con i Fratelli della sua Scuola e con i capi delle altre Scuole.

Ogni Scuola di Misteri Minori comprende nove iniziazioni; quelle dei Misteri Maggiori, quattro iniziazioni. Pertanto, chi persegue la via fino alla fine, consegue tredici iniziazioni.

Una iniziazione costituisce, in un certo senso, il superamento di un esame di importanza eccezionale, che segna una tappa fondamentale nello sviluppo della coscienza, alla quale corrisponde una nuova sensibilità spirituale e una nuova forza animica, che realizza un nuovo mondo interiore.

La Comunità dei Capi delle Scuole di Misteri forma un Concilio noto sotto il nome di Grande Loggia Bianca, che opera sotto la conduzione del Cristo. Grazie a questa Loggia, che ha la totale responsabilità di tutte le opere compiute sul piano terrestre, le diverse Scuole restano in continuo contatto e collaborano al destino dell’umanità.



[1] V. Magnien, I misteri di Eleusi, Edizioni di Ar, Padova, 1996, pag. 21

16
Mar

EQUINOZIO DI PRIMAVERA

Sulla scia del Convegno di fine novembre 2012 e del successivo Solstizio d’Inverno, ci incontreremo presso la Segreteria martedì 19 marzo a partire dalle ore 18,00 per riflettere su argomenti specifici riguardanti l’Equinozio di Primavere e celebrare il relativo Servizio.