MESE DI NOVEMBRE 2019

Lettera n° 85
Dicembre 1917

I DOLORI DI OGGI E LA PACE FUTURA

Da un passato lontano giunge la voce di Isaia, uno dei più grandi profeti che meglio sa parlare all’anima.
“Perché un fanciullo è nato, il Figlio ci è stato dato, e la dominazione riposerà sulle sue spalle. Si chiamerà l’Ammirabile, il Consigliere, Dio potente, Padre eterno, Principe della Pace. Il suo impero non avrà fine, e siederà sul trono di Davide e ne avrà il regno, per stabilirlo e renderlo potente nel diritto e nella giustizia, ora e sempre”.
Anche il canto del coro degli Angeli sopra la Galilea parla all’anima di un ideale sublime: “Pace in Terra e buona volontà fra tutti gli uomini”.
Guardando però quello che avviene oggi nel mondo, queste parole sembrano quasi una presa in giro e, dal punto di vista dell’uomo medio, le banalità dette dalle persone che professano una religione non rendono certo meno odiosa la situazione nei cosiddetti “paesi cristiani”.
Considerando il problema da un punto di vista più elevato e in una prospettiva cosmica, le cose sono diverse. Goethe disse giustamente:
“Chi non ha mai mangiato il pane nella tristezza,
Chi non ha mai passato le ore della notte
Piangendo nell’attesa del mattino,
Non vi conosce, o poteri celesti!”
Sia per i popoli che per i singoli individui, le pene e le sofferenze sembrano, purtroppo, essere le sole educatrici da ascoltare, e questo spiega la necessità di lezioni così severe. Se guardiamo la vita sotto l’aspetto dell’eternità, non ci spaventiamo per la “perdita di vite” nella presente guerra, perché coloro che sono stati uccisi rinasceranno e le loro esperienze li renderanno migliori.
All’ora stabilita ritorneranno la pace e la buona volontà, quando avremo imparato a detestare la guerra; pertanto gioiamo di questa prospettiva e preghiamo con ardore per la sua realizzazione. Vorrei sollecitare subito gli studenti della Fraternità Rosacrociana a unirsi a noi in questa preghiera nella Notte Santa, a mezzanotte, quando il Servizio abituale sarà celebrato nella cappella per i collaboratori di Monte Ecclesia.

Per Le letture, vedere:
– il paragrafo del capitolo III della Cosmogonia: “Il Secondo Cielo”;
– il paragrafo del capitolo XV della Cosmogonia: “Non la pace, ma la spada”.