MESE DI APRILE 2021

Lettera n° 53
Aprile 1915

IL SIGNIFICATO COSMICO
DELLA PASQUA

Siccome questa lettera vi giungerà nel periodo di Pasqua, credo sia bene dedicarla a questo avvenimento annuale.
Voi conoscete l’analogia fra l’uomo, che al mattino rientra nei suoi corpi, vi vive e vi lavora, poi se ne libera per la notte, quando cessa di essere ostacolato dagli stessi, e lo Spirito di Cristo, che vive una parte dell’anno nella Terra. Tutti sappiamo quale prigione rappresenti il nostro corpo, come siamo ostacolati dalla malattia e dalla sofferenza, perché nessuno possiede una salute perfetta da non aver mai provato alcun dolore; questo è doppiamente vero per coloro che si elevano sul Sentiero.
Altrettanto è per il Cristo cosmico che volge la sua attenzione verso la nostra piccola Terra, concentrando su di essa la sua coscienza, affinché si possa vivere. Ogni anno Egli deve ridare vita a questa massa inerte che abbiamo cristallizzato sotto il Sole e per Lui è una sofferenza, un impaccio e una prigione. Abbiamo dunque ben ragione di gioire quando Egli viene ogni anno, a Natale, quando rinasce nel nostro mondo per dare vita a questa massa inerte alla quale ci siamo incatenati. In questo momento il nostro cuore dovrebbe essere pieno di gratitudine per il sacrificio che Egli fa in nostro favore, penetrando il nostro pianeta con la Sua vita, per risvegliarlo dal sonno invernale nel quale resterebbe eternamente se Egli non vi rinascesse per ridargli la vita.
Nel corso dei mesi invernali Egli è al supplizio, “gemendo e soffrendo i dolori del parto” (Romani 8 : 22), in attesa del giorno della liberazione che cade nel periodo che la Chiesa chiama la “Settimana di Passione”. Ma gli insegnamenti mistici ci fanno capire che tale settimana non è che il culmine delle Sue sofferenze e che Egli sta allora liberandosi dalla Sua prigione. Quando il sole incrocia l’equatore è simbolicamente sospeso a tale croce e grida “Consummatum est”, “tutto è compiuto”.
In altre parole, il lavoro che doveva svolgere durante l’anno è stato fatto e il suo grido non è di agonia, ma di trionfo, di gioia, perché è suonata l’ora della liberazione ed Egli può nuovamente elevarsi nei cieli per un certo tempo, libero da questa massa pesante che è la nostra Terra.
Cari amici, il punto che vorrei rilevare è che dovremmo rallegrarci tutti con Cristo in questa grande, trionfale e gloriosa ora di liberazione, dove Egli esclama: “Tutto è compiuto”. Accordiamo i nostri cuori con questo grande avvenimento cosmico; gioiamo con Cristo, nostro Salvatore, perché il periodo del Suo sacrificio è di nuovo terminato; siamo riconoscenti dal profondo del cuore che Cristo sia sul punto di essere liberato da questi vincoli terrestri e che la vita che ha trasmesso al nostro pianeta è sufficiente per permetterci di esistere fino al prossimo ritorno di Natale.
Spero che queste righe vi forniscano un soggetto di meditazione e di preghiera dal quale ricevere un’abbondante crescita spirituale.