MESE DI MARZO 2019

Lettera n° 21
Agosto 1912

LO SPIRITO DI CRISTO
E LA PANACEA SPIRITUALE

Vi ricorderete di aver letto nella “Cosmogonia” come la specie umana coltivò l’egoismo universale, sotto il regime di Jehova, nell’Età compresa fra Noè e Cristo.
È stato detto all’uomo che “il Cielo, ed anche i cieli, appartengono a Dio, ma Egli ha dato la Terra ai figli degli uomini” (Salmo 115, 16). Così l’uomo è stato incoraggiato alla ricerca dei possedimenti materiali, mentre non aveva alcuna idea dell’esistenza di tesori nel cielo che sono il frutto del sacrificio di se stesso. Il risultato fu che dopo la morte fisica, la sua vita divenne sempre più improduttiva; il progresso spirituale rallentava e sarebbe cessato se non avesse ricevuto un nuovo impulso.
Allora il Cristo cosmico, il “Redentore”, iniziò il suo benefico ministero e finì per ottenere l’accesso nella Terra tramite il “sangue purificatore di Gesù” quando questo fu sparso sul Calvario. Questo sacrificio permise allo Spirito di Cristo di agire dall’interno del pianeta e purificare gli elementi fisici e superfisici. Nel momento in cui sul Golgota, questo Spirito penetrò nella Terra e ne prese possesso, l’umanità sentì un’enorme spinta spirituale rimanendo accecata da un’intensa luce. Da allora il principio dell’altruismo ha iniziato ad esercitare un potere maggior sugli uomini: gradatamente abbiamo smesso di pensare al nostro interesse personale interessandoci di più al benessere del prossimo, raccogliendo così dei tesori in cielo. Se il Cristo non fosse venuto a sbarazzare la Terra dai suoi elementi peggiori, avrebbe dovuto essere espulsa una nuova Luna, ma questa sorte ci è stata risparmiata grazie al sacrificio dello Spirito del Cristo osmico, un sacrificio che non implica la sua morte, come viene comunemente intesa, ma la penetrazione di un più alto grado di vitalità nella Terra che ci permette una vita spirituale più abbondante.
Questa venuta di Cristo ci offre un’analogia con la somministrazione della Panacea spirituale di cui abbiamo parlato nella scorsa lezione (1), secondo la legge “come in alto, così in basso”. Ogni cellula del corpo umano è dotata di vita separata, ma governata dall’Ego che ne ha la direzione ed il controllo, affinché tutte lavorino in armonia. In alcune lunghe malattie, l’Ego è talmente colpito dalla sofferenza per cui cessa di vivificare sufficientemente le cellule; un male fisico provoca un’inazione mentale, per cui può essere impossibile disfarsi della malattia senza l’aiuto di un impulso speciale capace di disperdere le nubi mentali e di rimettere in movimento il processo di attività delle cellule.
È così che entra in atto la Panacea spirituale. Come la penetrazione della Vita Cristica sul Calvario ha iniziato a dissipare la nube di paura generata da una legge inesorabile che ricopriva la Terra come un velo oscuro e questa influenza ha diretto milioni di esseri umani sui sentieri della pace e della buona volontà, ugualmente, quando la Panacea viene applicata, la Vita Cristica che vi si trova concentrata si espande attraverso il corpo del paziente, infondendo in ogni cellula un ritmo che risveglia dal letargo l’Ego imprigionato, rendendogli la vita e la salute.
Possa Dio permetterci di essere presto in grado di apportare questo grande beneficio all’umanità sofferente.

(1) Insegnamenti di un Iniziato – Vol.1°, cap. 20.